Come nasce il progetto

Tutto ha avuto inizio a gennaio 2013 quando al nostro programma di visitare un progetto acqua, a nord-ovest del Camerun con la fondazione “Aiutare i bambini”, di cui siamo volontari da anni, abbiamo affiancato la visita al villaggio della nostra amica Marie Anne.

Marie Anne è una suora laica che ha studiato in Italia, laureandosi in economia dello sviluppo alla Pontificia Università Gregoriana, aveva fatto con un ingegnere un enorme progetto che si è arenato a causa della morte dell’ingegnere stesso…aveva perso la speranza di dare acqua e luce ai suoi paesani. Noi l’abbiamo conosciuta, contattandola via internet, dopo aver letto una sua intervista; siamo rimasti in contatto per lungo tempo via facebook, poi a settembre 2012, mentre organizzavamo il viaggio, ci siamo incontrati a Roma, ci ha chiesto di aiutarla e abbiamo deciso di metterci a sua disposizione, dedicando la seconda parte del nostro viaggio a lei e ai suoi villaggi senza acqua e luce.

Il Camerun è un grande paese, ricco di risorse naturali, quasi un paradiso terrestre; ma in questo paese si muore ancora per malattie legate alla cattiva igiene. Alla popolazione serve solo formazione tecnica e conoscenza. Abbiamo vissuto con loro nella parrocchia del villaggio di Mvom Nnam (nel distretto di Engab, comune di Sa’a a circa tre ore dalla capitale Yaoundè) dove, privilegiati rispetto agli altri abitanti, avevamo, sebbene di rado, acqua e luce.

Abbiamo fatto un sopralluogo e mappato il territorio, redigendo un censimento dei pozzi e delle sorgenti esistenti. Un giorno ci siamo imbattuti in un grande sistema di pompaggio, realizzato dalla cooperazione internazionale e abbandonato alla fine degli anni ottanta.

Ci è sembrato tutto chiaro, questo sarebbe stato il punto di partenza.

Abbiamo quindi preso in mano il vecchio progetto di Marie Anne e lo abbiamo modificato, ridimensionandolo con l’intenzione di procedere per gradi. Il primo obiettivo sarà dunque ripristinare il sistema di pompaggio che può dare acqua a tre villaggi per poi crearne di nuovi fino a servire l’intero distretto di Engab. Di seguito dare luce con sistemi fotovoltaici e soprattutto (il compito più arduo) fare formazione alla gente dei villaggi.

Cosa fondamentale è infatti rendere la popolazione autonoma, in grado di gestire l’emergenza, la manutenzione e, soprattutto, farla sentire proprietaria e responsabile di quelli, che chiamano, i “monumenti dei bianchi”.

A gennaio 2014 è prevista una seconda missione in Camerun, per verificare lo stato dei componenti elettrici, idraulici e meccanici della stazione di pompaggio. Ci sarà un confronto con tecnici locali, si lavorerà insieme, una sorta di scuola-lavoro.

Noi siamo Fabio Belardoni e Livia Trigona, due persone comuni come milioni di altre….abbiamo deciso di provare a rendere realtà un sogno, regalatoci da un’amica e ormai diventato parte di noi. Il gruppo sarà formato da tecnici e persone comuni che vogliono regalare competenze e conoscenze per creare una coscienza critica e non assistenzialismo.

Siamo due lavoratori autonomi e conosciamo le difficoltà del momento, siamo comunque convinti che, soprattutto in un periodo come questo, aprire la mente e volgere lo sguardo verso altre realtà sia il modo più efficace per imparare a conoscere gli altri più profondamente ma anche e soprattutto, per osservare il nostro mondo sotto un nuovo punto di vista.

Livia Trigona, Fabio Belardoni

Intrecci di anime

Marie Anne...

Marie Anne…

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17 risposte a “Come nasce il progetto

  1. Ciao ragazzi, abbiamo letto molto volentieri del vostro progetto e di alcune riflessioni che sentiamo molto vicine al nostro modo di essere e di pensare… anche noi siamo impegnati in un “lungo viaggio”, che non sappiamo bene dove porterà. Ed è proprio questo il bello. E se ora non fossimo impegnati qui in America Latina, probabilmente avremmo cercato di essere li con voi… ma con lo spirito ci siamo! In bocca al lupo.
    Manutoniinviaggio

    • Grazie a voi per essere passati a dare un’occhiata al nostro blog e per esservi interessati al nostro progetto, chissà il futuro cosa ci riserva…magari le nostre strade si incroceranno! In bocca al lupo anche a voi per tutto! A presto Livia e Fabio

  2. Ciao, gestisco un sito che si occupa di viaggi e spesso di viaggi in africa. vi ho conosciuti proprio grazie ad un post scritto da me per cui avete messo il “mi piace”. data l’importanza della vostra iniziativa mi farebbe piacere ospitare un vostro post sul mio blog. fatemi sapere se interessati. la mia mail è seo@vdu.it.
    Grazie

    • Ciao, ti ringraziamo molto per la tua disponibilità ad ospitare un nostro post sul tuo blog e per l’importanza che dai al nostro progetto. Vorremmo segnalarti, però, che ad ogni tentativo di entrare nel tuo blog veniamo indirizzati in uno legato a vini e cibo, come mai non riusciamo ad entrare in quello di cui ci parli?

  3. Bel progetto, vi auguro buon lavoro! Avevo sentito qualche anno fa di un progetto analogo in India che è stato poi esportato in Africa…in quel caso erano le donne mature del villaggio a diventare le “ingegneresse” del fotovoltaico, per portare acqua e luce nei villaggi e a catena addestrare altre donne…credo proprio sia la strada giusta!

  4. Grazie Patrizia anche per aver deciso di dare uno sguardo al nostro progetto, se vorrai seguirci ti aggiorneremo sugli sviluppi del lavoro! La formazione nel nostro caso si rivolgerà un po’ a tutti: a giovani adulti, nell’immediato, per la realizzazione dell’acquedotto e la manutenzione, alle donne per l’uso consapevole dell’acqua e l’igiene ma soprattutto ai ragazzi, il futuro, coloro che potranno cambiare realmente le cose…una scuola di formazione che possa formare figure che conoscano il territorio e sappiano domani gestirlo. Livia

    • Grazie a te…e complimenti per il coraggio che hai avuto! La meraviglia è affacciarsi ogni giorno dalla finestra della vita e scoprire, con continuo stupore, come il paesaggio possa mutare seguendo le numerose diagonali dell’osservazione!

  5. Persone come voi mi riempiono di entusiasmo.
    Già lo sono per natura … 🙂
    Vi seguirò con immenso piacere nelle tappe del vostro cammino, non facile ma sicuramente e comunque appagante.
    Un abbraccio e un grande in bocca al lupo! 🙂
    Primula

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