Afghanistan 2001 – 2017. L’eredità di un lungo conflitto. Il ruolo dell’Unione Europea


Dopo il Convegno “Guerra e Migrazioni” organizzato dalla Omnes… oltre i confini  il 16 gennaio 2016, si è aperta la possibilità di immaginare una conferenza dedicata totalmente all’Afghanistan, uno dei Paesi rappresentati al Convegno con l’intervento di Rahmatullah Hanefi e Shadikhan Qalawal.

Il Parlamento Europeo nella persona dell’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo ci ha chiesto di collaborare alla realizzazione dell’evento, al quale sono stati invitati alcuni esponenti della società civile afghana, oltre ai due relatori che avevano partecipato al nostro convegno.

Il nostro impegno è stato costante, riteniamo, infatti, che sia importante e non più rimandabile un dibattito su un Paese in guerra da 16 anni, caratterizzato da una generazione che non ha mai visto la pace, da bambini che vivono quotidianamente con il terrore che una pallottola o un’esplosione possa interrompere la loro breve esistenza, bambini che in realtà non sanno immaginare rumori diversi, un mondo diverso da quello che li circonda, che convivono con la guerra dandola per scontata come i nostri bambini fanno con la Pace.

E’ importante che si riaccenda l’attenzione sull’Afghanistan, sulle nuove politiche internazionali che si vogliono adottare, non sentiamo più parlare molto di Afghanistan ma è ancora al centro delle dinamiche geo-politiche dei grandi Stati.

L’Afghanistan occupa una posizione strategicamente importante, è lo spartiacque tra il mondo influenzato dalla Russia e quello influenzato dalle politiche degli Stati Uniti e dei Paesi NATO; non è scomparso dalle notizie di cronaca perché sono stati risolti tutti i problemi ma solamente perché questioni “più urgenti” hanno occupato la scaletta dei notiziari.

Il calo dell’attenzione ha, però, permesso che passasse in sordina la decisione di continuare a mantenere le truppe militari nel territorio, di valutarne anche l’aumento e di continuare con la vendita delle armi. E, cosa ben più grave, questo silenzio assordante, complice il fatto che oggi il Paese ha un governo che dialoga con il mondo occidentale ed è, a parole, aperto ad un percorso di pace e stabilizzazione, ha dato assenso alla decisione per la quale gli abitanti, che da questo Paese martoriato, senza futuro e privo di prospettive decidano di partire, non vengano più riconosciuti come profughi di guerra e quindi non più in diritto di chiedere lo status di rifugiati.

Il perdurare di una tale situazione non può essere taciuta anzi, secondo noi, va gridata, dando la possibilità di farlo agli stessi afghani che continuano a vivere il territorio o che sono dovuti partire con la speranza di un futuro migliore.

Livia Trigona

Venerdì 24 marzo 2017 ore 15:00

Presso “Spazio Europa”, gestito dall’Ufficio d’informazione in Italia del Parlamento Europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, in via Quattro Novembre 149.

Per partecipare inviate una mail a omnesoltreiconfini@libero.it

o scrivete un messaggio privato alla pagina fb: omnes oltre i confini onlus.

Locandina Evento Afghanistan

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