Norcia, tra le frazioni del territorio.


Non essendo possibile agire su tutto l’ampio bacino territoriale colpito dal sisma, la Omnes… oltre i confini ha  deciso di muoversi in modo funzionale e soprattutto ben commisurato alla sua possibilità di azione.

Dopo aver analizzato il territorio e  verificato, attraverso contatti diretti con residenti, la fattibilità di una visita nelle aree colpite dal sisma, ci siamo recati, il 20 novembre scorso, nel Comune di Norcia, nello specifico in cinque frazioni: Agriano, Ancarano, Campi, Frascaro, Popoli.

La nostra attenzione si è spostata, dunque, dal centro di Norcia -per ovvie ragioni mediaticamente più in vista- al territorio circostante, poiché riteniamo che l’essenza di quei luoghi, da tutelare e mantenere,  si trovi proprio nella “vita” sparsa nella piana, sulle coste delle alture e sempre più su in alta quota. In quei preziosi paesini di impianto medievale e nelle chiese e nelle cappelle che ne segnano i percorsi. Nelle pietre e nei pascoli che rimandano ad una storia più remota tra i pastori delle popolazioni preromane, nei loro luoghi sacri, nelle opere di urbanizzazione romane e nelle ville rustiche che sfruttavano già allora ciò che abbondantemente questo territorio, ancora oggi, dona ai suoi abitanti seppure chieda in cambio sudore, fatica e un amore incondizionato. Un amore capace di accettarne anche i lati più dolorosi come questo tremare che, tante volte nel corso dei secoli, ha già lasciato traccia nei muri delle case e nelle lesioni della terra.

La Omnes…oltre i confini  “adotterà”, dunque, le cinque comunità e si impegnerà ad aiutarle a fronteggiare l’arrivo dell’inverno accompagnandole alla fase di sistemazione intermedia (container collettivi), che si prevede venga organizzata dalla macchina operativa prima di Natale. Tale fase perdurerà fino alla consegna delle casette di legno (circa 7 mesi), fino ad allora si seguirà la situazione degli sfollati.

A tutti i referenti di presidio sono stati inviati dei moduli da compilare che ci permetteranno di avere un quadro ben definito della situazione degli ospiti e delle necessità che nel corso dei mesi si presenteranno.

Va detto, innanzitutto, che la sistemazione degli abitanti delle cinque frazioni non è omogenea così come non lo sono le criticità.

Due frazioni, Agriano e Campi, possono essere considerati due esempi virtuosi in cui le comunità stesse hanno sviluppato la capacità di fronteggiare l’emergenza e -con tutte le difficoltà della situazione- riescono a far fronte alle necessità quotidiane senza l’ausilio fisso della Protezione civile e della Croce Rossa.

Una visione a lungo termine ed una capacità decisionale caratterizza questi due centri che, dopo il precedente traumatico sisma del 1997, hanno improntato le loro azioni nella gestione di un’eventuale, quanto probabile, situazione d’emergenza, costruendo strutture polivalenti antisismiche, attraverso la Comunanza agraria in un caso e la Pro loco nell’altro. Strutture capaci di accogliere, in un posto riscaldato, capiente e dotato di cucina attrezzata e servizi interni, tutti i residenti della frazione che non hanno potuto organizzarsi con mezzi propri (camper o roulotte di proprietà o in prestito).

Comunità che gestiscono autonomamente il magazzino dei generi alimentari, in parte messi a disposizione dal COC della Protezione Civile e in parte giunti direttamente sul luogo grazie ad aiuti di privati o associazioni. Residenti che in autonomia si occupano della mensa e della distribuzione dei pasti.

Nel caso di Campi anche un bell’esempio di spirito comunitario che ha visto i residenti della frazione protagonisti negli anni passati della realizzazione della struttura antisismica; ognuno ha donato alla comunità la propria competenza e insieme hanno ottenuto un risultato ottimo anche dal punto di vista del risparmio economico. Attualmente la Pro loco ha deciso di investire i fondi a sua disposizione per la realizzazione di un polo di refrigerazione, allo scopo di garantire il mantenimento di carni e cibi congelati. Ha comprato dei container frigorifero e con l’aiuto di associazioni estere, che hanno donato un container e una casetta di legno, verrà allestito anche l’ufficio di smistamento e registrazione. In programma hanno anche un progetto che preveda l’apertura di uno spaccio.

E’ chiaro che la sistemazione è, ovviamente, di emergenza per cui i letti si trovano nella stessa sala in cui sono i tavoli della mensa e i bagni a disposizione non sono numerosissimi; a lungo andare l’aspetto psicologico ne risente anche per l’assenza di privacy che i centri polivalenti e le tensostrutture non possono, in alcun modo, garantire.

La comunità di Ancarano è ospitata in un grande campo di accoglienza alle spalle della pericolante chiesa della Madonna Bianca; i 75 abitanti, che hanno deciso di non lasciare la frazione, sono sistemati in prevalenza in tensostrutture collettive alcune destinate a dormitori, una destinata a sala – mensa e una a cucina. Le persone che dispongono di roulotte o camper di proprietà occupano un’area a parte nello stesso campo. La gestione della mensa e della distribuzione dei pasti è affidata alla Croce Rossa.

La comunità, con la Pro loco in prima linea, ha intenzione di avviare un progetto per la realizzazione, in quella stessa area, di un centro polivalente che possa garantire alla popolazione un luogo di aggregazione per le varie attività.

Le comunità che presentano maggiori difficoltà e criticità dal punto di vista logistico sono Popoli e Frascaro.

Popoli accoglie circa 60 abitanti in tende collettive, roulotte e qualche tenda familiare della protezione civile. Anche in questo caso la cucina e la mensa sono allestiti in una tenda. Il responsabile del presidio ci ha illustrato il progetto che la loro comunità intende realizzare: un container magazzino per i generi alimentari che risponda alle loro esigenze, ma da utilizzare anche per la distribuzione di pacchi famiglia da destinare ai residenti delle piccole comunità circostanti.

Una delle difficoltà maggiori per le frazioni è l’assenza di piccoli spacci per le spese quotidiane, che permettano a tutti, anche agli anziani, di non dover necessariamente spostarsi fino a Norcia per avere ciò di cui hanno bisogno.

La piccola frazione di Frascaro è al momento divisa in due nuclei sistemati in due diversi campi di accoglienza. Più critica la situazione del campo detto di “Frascaro alto”, più nascosto e meno raggiungibile anche per le associazioni che distribuiscono gli aiuti. In totale i due campi ospitano una cinquantina di sfollati. Il campo della zona alta ne ospita una quindicina, hanno una tenda collettiva per dormire e una tenda collettiva che funge da cucina e mensa gestita direttamente da loro.

In tutti i campi di tende i servizi sono esterni (docce, bagni) e questo crea disagio per le basse temperature che si raggiungono durante la notte, a tutti ma soprattutto alle persone anziane o malate.

Ad oggi nessuna frazione ha ancora ricevuto i container collettivi, che si prevedono per la seconda fase dell’emergenza per garantire di trascorrere un inverno meno esposti al freddo ed in attesa della terza fase con le casette di legno .

Sulla base dei dati finora raccolti, sebbene attenti alle segnalazioni che ci giungeranno dai responsabili dei cinque presidi attraverso i moduli predisposti, la Omnes… oltre i confini ha valutato che è il freddo il problema più grande che queste comunità devono gestire; la neve e il ghiaccio, che nei prossimi mesi sopraggiungeranno, potrebbero creare ulteriori difficoltà nei collegamenti. Ecco perché la presenza di container magazzini sparsi nelle frazioni ci sembra essere un aiuto efficace per la collettività nell’eventualità in cui diventi complesso raggiungere Norcia e i principali punti di distribuzione, così come, è importante,  garantire indumenti da freddo, coperte e stufe in aree in cui non è possibile comprare niente. Inoltre riteniamo sia importante destinare la nostra attenzione a particolari situazioni familiari in cui la presenza di disabilità o patologie particolari o semplicemente l’età, richiedano una sistemazione più adeguata.

Alla luce di queste valutazioni è intenzione della Omnes… attivarsi, coinvolgendo anche altre realtà associative:

-per organizzare raccolte mirate di indumenti da freddo (calzamaglie, maglie termiche ecc), coperte e stufe.

-una volta ricevute le segnalazioni di particolari situazioni dai vari responsabili di presidio, ricercare roulotte/camper/moduli abitativi in affitto/prestito da destinare a questi casi specifici.

-riuscire a portare un container da allestire a magazzino alimentare (magari da trasportare pieno di generi alimentari) da destinare alla comunità di Popoli, che intende fare da punto di riferimento anche per altre frazioni mettendosi al servizio della collettività.

Livia Trigona

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