Impronte…


L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”

(Nelson Mandela)

Dopo avere visionato le pompe sommerse nei due pozzi e gli elementi interni che compongono la stazione di pompaggio di Nlong Zok (di cui parleremo in un post dedicato nella categoria tecnica), si è presentata l’urgenza di visionare le carte geografiche della zona con la segnalazione di distanze e quote tra i vari villaggi, così da avviare il progetto tecnico nel quale inserire il parziale recupero della stazione stessa.

E’ stato al momento di questa richiesta che abbiamo tangibilmente verificato quanto sia difficile lavorare in queste terre: nessuno mai ha mappato la zona, l’unica carta consegnataci dal Comune è una sintetica segnalazione dei confini e delle strade principali del distretto con l’indicazione dei nomi dei villaggi.

Nulla, nessuna distanza, nessuna quota, nessun pozzo indicato, niente di niente! Decidiamo di parlare con i capi dei villaggi per avere da ognuno notizie del territorio che controlla…le uniche indicazioni che riusciamo ad ottenere sono il tempo di percorrenza a piedi tra un luogo e un altro e il punto, lungo le strade, dove passa il confine tra un villaggio e l’altro: un baobab, un ponte, un incrocio, un torrente!

Davvero troppo poco per il lavoro che dobbiamo realizzare… non resta molto da fare se non organizzarci e prendere noi stessi le misure e le quote necessarie al buon esito del progetto. Lontano da studi attrezzati, in mezzo alla foresta, parlare di livella ottica, distanziometri o stazione totale fa sorridere….è necessario un grande spirito di adattamento! Lo diciamo sempre…. quale migliore occasione se non questa per mettere alla prova il nostro spirito di adattamento e la nostra inventiva?

Detto fatto… recuperati una corda, una livella, un metro e tanta tanta pazienza…. abbiamo iniziato a misurare, villaggio per villaggio, strade, sentieri, slarghi ovunque si trovasse una casa, per non escluderla dal futuro allaccio all’acquedotto. Abbiamo attraversato cinque villaggi su nove, altri due potranno essere inizialmente serviti dal recupero dei pozzi della vecchia stazione e i rimanenti due verranno misurati in occasione del prossimo viaggio, durante il quale si inizierà, con un primo stralcio, l’acquedotto!

Una delle cose a cui teniamo di più di questo progetto è la formazione… degli adulti per la costruzione e la manutenzione dell’acquedotto, delle donne per l’uso consapevole dell’acqua e l’igiene ma soprattutto la formazione dei ragazzi: se mai fosse stata necessaria, abbiamo avuto conferma di questa priorità durante il viaggio di febbraio, dopo aver percepito, da parte degli adulti, lo scetticismo nei lavori dei bianchi e contemporaneamente il totale affidarsi a noi.

Ogni giorno i capi dei villaggi, i personaggi più in vista o in qualche modo competenti ci seguivano nelle operazioni chiedendoci quando sarebbe arrivata l’acqua o da quale villaggio avremmo iniziato, ci tenevano al tavolo per ore ad ascoltare le teorie su quale potrebbe essere il modo migliore per costruire l’acquedotto, spiegazioni che duravano così tanto da trovarci costretti a dimostrare loro che il progetto è basato sull’aspetto tecnico e non sull’opportunità di far lavorare un’impresa piuttosto che un’altra o di servire un villaggio prima di un altro, motivazioni che, comprensibilmente, spesso erano alla base dei loro lunghi ragionamenti. E’ difficile cancellare dalla mente di questi uomini la ricerca di un immediato vantaggio: abituati a vivere in attesa che qualcuno faccia qualcosa per loro ma giustamente gelosi della loro terra, vogliono far parte delle decisioni perché ne sono stati sempre esclusi o per aumentare il proprio prestigio nei villaggi o perché fiutano aria di business e quindi la possibilità di guadagnare qualcosa ricoprendo un ruolo in questa operazione, quale che sia la motivazione è un continuo mettersi in evidenza a suon di parole o di titoli o di tradizioni…

Ma i ragazzi no…loro sono attratti dalla nostra presenza…loro sono curiosi, vogliono capire cosa facciamo, nonostante anche loro vogliano farsi vedere in giro con i bianchi e magari riuscire a fare quell’agognato giro sul pick up che non hanno mai avuto occasione di fare!

In uno dei giorni dedicato alle misurazioni abbiamo fatto sosta davanti al pozzo di Momo,  un gruppo di ragazzini usciti dalla scuola ci viene incontro, facciamo una foto, qualche caramella e ripartiamo. Tre di loro si uniscono a noi, Christian, Tangui e Yannik, da allora non ci hanno più lasciato! All’inizio, timidamente, ci seguivano facendoci qualche dispetto… la corda pestata dal piede, un sorriso, una smorfia… poi abbiamo cominciato a giocare  e in men che non si dica avevano livella e corda tra le mani, avidi di capire cosa stessimo facendo. Nei giorni seguenti da tre ne contiamo cinque, da cinque diventano dieci e poi quattordici, fino a riempire il cassone del pick up… Confiance, Daniel, Robert, Minin, Elisée, Serge, Jinior, Bella Theodore, Alàn, Jean Martin…

Dieci giorni con loro a camminare per chilometri sotto il sole dalla mattina alla sera, spiegando a cosa servisse quel lavoro, cosa sono le quote positive e quelle negative, le distanze…a turno cambiavano i ruoli ma i loro sguardi sempre attenti, curiosi mai stanchi…

Livia Trigona

Africa, Camerun

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4 risposte a “Impronte…

    • Grazie Flavio per aver speso del tempo a leggere qualche pagina del nostro progetto e aver deciso di dare la stessa possibilità a chi ti segue! Ho piacevolmente curiosato anch’io tra le pagine del tuo libro! Livia

      • Cara Livia,
        grazie a te per avermi fatto respirare tra pozzi, progetti, e i dispetti di Tangui e Yannik. Continua a postare articoli, li ritrasmetterò volentieri dove posso. Le vostre esperienze sembrano tratte dal romanzo e se vi resta un po’ di tempo da dedicare alla lettura, sarò felice di spedirvene una copia, ovviamente gratis.
        Un caro saluto a te e Fabio.
        A presto.
        Flavio.

  1. Cara Livia,
    finalmente le copie di Esperance che avevo ordinato sono arrivate^_^. Puoi utilizzare l’email flaviostandoli@gmail.com per comunicarmi un indirizzo a cui spedire il romanzo. Un caro saluto e buona domenica.
    Flavio.

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