“Bellezza e parallelismi”


…si fa un grande parlare intorno alla bellezza in questi giorni in Italia… sull’onda della vittoria dell’Oscar del film di Sorrentino (che ammetto di non aver ancora visto, per cui non è mia intenzione far riferimento ai contenuti della pellicola!) sembra che tutti a buon diritto si sentano in grado di dissertare di bellezza, di riconoscerla, di capirla… ben venga se fosse così!

Più sento risuonare questa parola nei programmi, nei giornali, nei telegiornali, più mi torna in mente il testo letto da poco in un post di un bel blog “La dimora del tempo sospeso” di Francesco Marotta[1], che riporta la traduzione di un testo di J. M. Baron[2]Conversazione con Tàpies”, nella casa di quest’ultimo davanti alle sue tele…

Si conclude così:

“… Le ore erano trascorse, la luce si era abbassata. Malgrado la presumibile stanchezza, suggeritaci dall’apparizione di Teresa, compagna attenta e fervente, Tàpies restava uguale a se stesso. Pacato, piuttosto sereno, disponibile e all’erta non appena evocavamo le cose che gli stanno a cuore. Bruscamente, si richiamò al Tao: «Quando tutti sono d’accordo sulla bellezza, allora appare la bruttezza». E da ciò, l’esempio inverso: «Prima di quella grande tela esplosa di Turner, attraversata da un treno, nessuno avrebbe mai immaginato che una locomotiva potesse essere bella!»[3].

La bellezza è là dove non ci si aspetta che sia…

Alla domanda, infine, se ritiene che si possa parlare così dell’arte, della pittura, in un film per la televisione, destinato a migliaia o milioni di persone, ha ritrovato la sua posa colle mani giunte e la sua bonaria gravità: «Non so… Credo che si debbano prendere delle precauzioni… Bisogna fare molta attenzione… Non parlare troppo… D’altronde temo che stiamo parlando troppo. Anche adesso…»

E poi, alla fine del «racconto»: «Di fronte all’arte, occorre essere silenziosi».”

In un paese in cui si eliminano dai programmi scolastici la storia dell’arte, la geografia, (qualcuno suggerisce di ridurre la filosofia…!), si lascia che le scuole cadano a pezzi, non si riconosce la dignità di ruolo alle figure che ogni giorno si occupano della diffusione della cultura e dello studio e della conservazione dei beni che essa ha prodotto, in cui si lasciano andar via le menti giovani e preparate e non si investe in quelle che stanno crescendo… mi domando:

noi, che lo abitiamo questo paese, abbiamo veramente il diritto di dar vita a tanto vociare su la “grande bellezza”, l’arte del cinema, i meravigliosi tesori conservati (che nel frattempo si sgretolano sotto ai nostri occhi) o semplicemente abbiamo il dovere di “rimanere silenziosi” e cominciare a nutrirci concretamente di bellezza, arte… in una parola di cultura, per poi, in un futuro, parlarne con cognizione di causa… e non solo per mostrare al mondo che siamo orgogliosi, all’improvviso, di qualcosa che fino a ieri non ci siamo mai voltati neppure a guardare?

Potrebbe sembrare un discorso fuori tema o fuori luogo in un blog che parla di Africa, mi affretto quindi ad arrivare alla seconda parte: “parallelismi”.

Riporto, sinteticamente, una conversazione avuta con un insegnante di una scuola primaria del villaggio di Momo nel distretto di Engab:

Le classi sono sovraffollate, i bambini non possono essere seguiti con attenzione, il numero degli insegnanti non è sufficiente, le classi si accorpano (la prima con la seconda, la terza con la quarta, la quinta con la sesta), i programmi si mischiano; spesso al corpo docente non viene pagato regolarmente lo stipendio e quando lo riceve, le cifre sono irrisorie… ne consegue un notevole assenteismo (le scuole sono sparse nei villaggi e spesso i docenti devono fare diversi chilometri per raggiungerle…). Assenze che portano ad un maggiore sovraffollamento delle classi oppure a giornate di scuola annullate. Le strutture non prevedono i servizi basilari, non ci sono i bagni, non c’è l’acqua e neanche la luce! Non abbiamo la possibilità di fotocopiare testi, non c’è neanche un computer! Dobbiamo arrangiarci a portare avanti i programmi come possiamo, questo paese non investe nei giovani e nella cultura!”

Questa è l’Africa… mutatis mutandis … e da noi!?

Livia Trigona

Africa, Camerun, scuola

[1] Rebstein.wordpress.com “La memoria del tempo sospeso” blog di Francesco Marotta.

[2] J.-M. Baron, Campins, le 26 juillet 1990, nel catalogo Tàpies. Œuvre gravé, Paris, Maeght, 1991, pp. 37-42.

[3] William Turner Rain, Steam and Speed. The Great Western Railway (Pioggia, vapore e velocità. La grande ferrovia dell’Ovest), 1844, National Gallery di Londra.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...