Lungo i binari…


“Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà…”  (Auschwitz, F. Guccini)

Da un viaggio in Polonia…pensando ad ogni singolo essere umano vittima di un altro essere umano in ogni parte del mondo, di qualunque religione, orientamento…che sia egli ebreo, africano, slavo, omosessuale, portatore di handicap, oppositore politico…

C’è un posto in Polonia dove il silenzio parla di dolore, dove il vento sibilante evoca paura, desolazione e attonito sbigottimento, dove il sole non splende e la pioggia bagna un terreno intriso di lacrime e fango…questo posto è la Storia…questo posto è Auschwitz.

Questo posto è l’uomo: l’uomo che grida e che soffre, l’uomo che uccide crudele, è l’uomo che lotta e che spera, è l’uomo che si abbandona, vinto, in una nuvola di fumo… questo posto è l’uomo nelle sue infinite contraddizioni, nei suoi inspiegabili percorsi, è l’uomo che guarda l’uomo, sorprendendosi della sua semplice forza e della sua ignominiosa debolezza…è l’uomo sconfitto nel potere ed è l’uomo rilucente nel terrore.

È l’uomo che insegna all’uomo la vita e la morte, l’amore e l’odio, la forza e la debolezza…

…è l’uomo che dovrebbe imparare riflettendo…

Livia Trigona

Auschwitz

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