Africa, Camerun: Frank


Non sappiamo esattamente quanti anni possa avere Frank, quel piccolo ragazzino che studia per diventare forse prete, si direbbe sette c’è chi dice undici…. se così fosse non li dimostra…. lontano dalla sua famiglia vive nella parrocchia con padre Antoine e David, un seminarista di circa vent’anni.
La sua giornata è davvero piena; è sveglio già all’alba e si preoccupa di riempire i secchi d’acqua per tutti, li lascia davanti alle porte delle camere per non svegliare nessuno, fa colazione, le preghiere, annaffia le piante di cacao disposte in fila nel piccolo vivaio creato davanti alla parrocchia; poi a piedi va a scuola.
Al rientro lo aspettano i bucati e la pulizia dei locali della parrocchia…. carponi striscia lo straccio avanti e indietro nelle ampie sale, è velocissimo e ha sempre un sorriso sulle labbra.
I compiti, le ripetizioni pomeridiane, di nuovo l’acqua nelle piante di cacao, di nuovo i secchi per assicurare l’acqua per la notte, le preghiere della sera, un po’ di TV mentre aiuta le cuoche per la cena e apparecchia al buio: accendere il neon significherebbe dover spegnere il televisore, troppo assorbimento di energia, salterebbe tutto… ma quella è la finestra sul mondo, su un mondo lontano dal suo, patinato e dorato…. Quella scatola è la possibilità di sognare anche solo guardando il calcio europeo!
Infine, dopo la cena a lume di candela, ancora studio.
Quando gioca Frank? Mai!
Frank non gioca mai ma ha un’opportunità, e lui sa di averla: può studiare, mangiare, lavarsi in acqua pulita e bere acqua potabile e può sperare in un futuro diverso…. Lo sa e si impegna per non perdere questa opportunità.
Fa tutto con serietà, diligentemente ma anche con leggerezza, mai un momento di rabbia, mai un comportamento scomposto, mai un gesto insofferente…. sempre controllato, sempre responsabile, già adulto!
Non abbiamo una foto di Frank, non serviva fotografarlo, Frank è sempre nelle nostre menti!
Frank è ogni ragazzino incontrato sulle strade terrose del Camerun, Frank è un bambino – adulto ma a differenza di tanti altri ha un sogno: aprire la sua mente attraverso lo studio, nell’unico modo che gli è stato offerto: frequentando il piccolo seminario.
Forse diventerà prete o forse no, crescendo capirà se ha veramente la vocazione… ha detto il parroco, ma nel frattempo si assicura un futuro.
In ogni foto di ragazzini c’è un pezzetto di Frank nello sguardo, nel sorriso, nella forza, nell’avidità di sapere, nella curiosità verso il diverso, nel timido timore che si trasforma presto in allegra accoglienza.

Livia Trigona

Africa, Camerun

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