Africa, Camerun: l’orfanotrofio


Dobbiamo ringraziare il “bandito” (come lo chiamava Padre Gioacchino) Patrick se abbiamo avuto l’occasione di vivere l’Africa da un punto di vista diverso; come ogni (o quasi) occidentale che sa di andare in una zona non sviluppata dove manca tutto, avevamo riempito le nostre valigie di cambi, lenzuoli, asciugamani….ma nulla di tutto questo è arrivato! Trattenuti per un atto di banditismo all’aeroporto di Douala sotto richiesta di riscatto, i nostri bagagli sono rimasti lì per tutto il viaggio, restituiti solo qualche ora prima della partenza per l’Italia.
Così è iniziata la nostra avventura, con i soli vestiti che avevamo addosso e con un monito da parte del frate che ci ha accolto: “se non vi togliete da soli la zavorra…qualcuno lo farà per voi!”.
L’unico borsone arrivato conteneva le medicine, donate a padre Gioacchino durante la permanenza a Bamenda per i suoi “carcerati”, e i giocattoli portati con l’intento di distribuirli ai bambini che avremmo incontrato….e ne abbiamo incontrati tanti di bambini….il Camerun è un paese di bambini ma non è un paese per bambini, si trasformano rapidamente in piccoli adulti!
I loro giocattoli sono opere d’arte realizzate con il legno e l’abilità delle loro stesse mani, se solo fossero consapevoli delle grandi capacità che hanno!
Un pomeriggio verso il tramonto, finito il sopralluogo giornaliero e dopo aver fatto la doccia con un filo d’acqua e aver lavato nei secchi i vestiti per la mattina dopo, abbiamo chiesto a Marie Anne se potevamo far visita all’orfanotrofio che si trova proprio di fronte alla parrocchia dove alloggiamo. Vengono portati qui i bambini orfani ma anche quelli a cui le famiglie non possono provvedere; è gestito dalle suore canadesi che forniscono anche l’acqua con le stesse modalità che abbiamo noi in parrocchia: spesso non arriva o non basta per quanto è necessario fare per l’igiene e la pulizia dello stabile e dei piccoli.
Ci viene ad aprire una donna che si occupa della cucina, i piccoli vengono verso di noi, non sono tanti circa una decina, dai tre anni in giù, alcuni non parlano, altri gattonano. Sono un po’ sporchi ma sorridenti. La donna ci invita ad entrare e fa strada lungo il piccolo corridoio fino alla cucina dove ci fa accomodare; ci sono delle panche di legno, i bambini si dispongono intorno a noi mentre un’altra donna armeggia con le stoviglie. Distribuiamo i giochi e spieghiamo loro come si utilizzano, superano subito la vergogna e ci chiamano, tirandoci da una parte e dall’altra per avere le nostre attenzioni.
Il locale è stretto, l’odore acre, la pulizia lascia a desiderare, i piccoli non sono ben curati ma sorridono sempre e adesso mangiano i “bon bon” che abbiamo distribuito dopo aver giocato con loro, le donne ci guardano ringraziandoci; il cattivo odore è molto forte sentiamo il bisogno di uscire per respirare!

Alcuni di questi piccoli non sono soli: hanno la loro famiglia in qualche villaggio della foresta ma è troppo povera per provvedere loro o la madre è troppo giovane, una bambina diventata in fretta adulta!

Livia Trigona

Africa, Camerun

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3 risposte a “Africa, Camerun: l’orfanotrofio

  1. Buongiorno ,sono Angelo un Bergamasco giovane dentro ma sono in pensione ,io mi domando? !!!ma come si fa ad essere scarsi di acqua acqua che il buon Dio fa piovere quasi tutti i giorni ,scusatemi io sono un lavoratore che hò lavorato in cantiere ha cottimo per tutta la mia vita in Lombardiae anche in Germania , hà me onestamente mi viene da credere che in Camerun gli uomini sono tutti lazzaroni ,vogliono solo sposare tre mogli per fare l’amore e bambini ,sono dei sciagurati , poi loro pensano che il buon Dio allevi i suoi bambini ,ma non è affatto cosi .

    • Buongiorno Angelo e grazie per averci scritto. Per rispondere al quesito premettiamo che ogni popolazione è composta da persone che hanno voglia di impegnarsi e lavorare e da persone che hanno meno voglia di fare queste cose, non fa eccezione il Camerun. Non so se tu hai avuto modo di conoscere personalmente dei camerunesi e che esperienza possa avere nella conoscenza di questo popolo ma il problema dell’acqua non è imputabile alla loro voglia di lavorare. Tu dici che il buon Dio fa piovere quasi tutti i giorni ma questo non accade allo stesso modo in tutte le parti del mondo, in Africa sono pochi i giorni in cui ciò avviene e per alcuni paesi africani la siccità è un problema enorme. Ma la realtà in Camerun è che l’acqua non manca, per fortuna ci sono molte sorgenti e ci sarebbe la possibilità di garantire alla popolazione acqua potabile. Il problema è la mancanza di tecnologia e di formazione, anni di colonialismo (il Camerun è stato colonizzato da Germania, Francia, Inghilterra) e un attuale governo corrotto, che collabora con le potenze occidentali ma non si interessa molto al popolo, impedisce che questo abbia la possibilità di studiare e formarsi per poi riuscire a fare ciò che garantirebbe lo sviluppo di tecnologie e servizi e una vita più dignitosa. Il Camerun è ricco di materie prime (legno, diamante, olio di palma, cacao ecc), che il mondo occidentale utilizza per i propri fabbisogni sottopagandole ed impedendo così lo sviluppo di un’economia interna. Quell’economia che garantirebbe alla popolazione di avere non solo l’acqua, con la realizzazione di acquedotti e pozzi, ma anche la luce nei villaggi della foresta, gli ospedali e soprattutto lavoro e figure professionali formate a servizio della persone (medici, ingegneri, insegnanti, elettricisti, idraulici ecc). Se hai voglia e tempo puoi leggere le varie pagine dedicate al Camerun su questo blog ma anche in altri siti relativi a questo paese oppure chiederci maggiori delucidazioni, saremo lieti di dartele. Grazie per aver visitato il nostro blog ed esserti interessato alla situazione ponendoci dei quesiti. A presto. Livia

  2. Ciao Livia sono Angelo hò letto attentamente i vostri problemi che avete in Camerun ,hò capito che il governo se ne frega del suo popolo,sai che io sono in contatto con persone che gestiscono un Orfanatrofio in Bamenda che si chiama Menkasa e mando dei piccoli aiuti in quel che posso ,ascoltami se io avevo qualche anno in meno mi sarei recato volentieri con tutta la mia esperienza e volonta di fare creare non solo con le parole, ma con buona volonta e spiegare alla gente che il Cameroon hà bisogno di bonificare il territorio per avere una richezza nell’agricoltura per poter sfamare i bimbi e la popolazione è ora di strappare la foresta e creare della pianura e bonificarla con acque e letame , con bestiame ,sai io sono nato in una piccola azienda agricola e sò come gestire il terreno e renderlo fertile in poco tempo , nell’agricoltura non serve internet ma serve la voglia di fare lavorare come hà lavorato i nostri nonni in Italia che anno bonificato la pianura padana che era un bosco nel 1300 dopo Cristo , buon Dio io sono ancora convinto che i camerunesi si devono svegliare , basta avere un arem di donne e si distruggono facendo sesso hà sproposito poi senza precauzioni i figli nascono ,figli che poi affidono ai Orfanatrofi ,sono dei sciagurati ,non anno capito che fare un figlio è un grosso impegno ,bisogna seguirli sino quando sono adulti . Mi scuso se sono molto scietto ,ma io il benessere me lo sono sudato , come tanti Italiani che costruiscono case igeniche e di lusso ,buona serata a presto Angelo .

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